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  In merito all’articolo del professor Massimo Toschi (consigliere per la disabilità del governatore della Toscana) Evitare i fondamentalismi nelle politiche per i disabili pubblicato sul quotidiano Repubblica al link
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/04/evitare-fondamentalismi-nelle-politiche-per-disabili.html?ref=search
, le Associazioni firmatarie hanno l’obbligo di far rilevare quanto segue.

  Dobbiamo prendere sul serio le scuse che ci sono state fatte a Palazzo Sagrati Strozzi (sede della Presidenza della Regione Toscana) la mattina del 19 giugno u.s. ripetutamente e in presenza a molti testimoni dal dottor Giovannini (direttore generale dell’Assessorato al diritto alla salute) in nome e per conto del Presidente Rossi e queste parole "Importantissimo l'impegno del Presidente Rossi con i disabili che avevano occupato la Presidenza" scritte da un consigliere regionale di maggioranza o quello che scrive Toschi?

Elementi di uno scontro su una finta sperimentazione preparatoria alla legge sulla “Vita Indipendente” nella Regione Toscana

Questo rapporto presenta alcuni degli incredibili punti salienti di un periodo fatto di incontri e lettere intercorsi fra l’Associazione “Vita Indipendente”e la Regione Toscana (tramite dei funzionari dell’assessorato sicurezza sociale ed alcuni assessori), tra il 4 novembre 2003 (giorno in cui alcuni aderenti all’Associazione manifestarono davanti al Consiglio regionale) e il 17 febbraio 2005 (giorno dell’ultima lettera inviata dall’Associazione all’Agenzia Regionale di Sanità).
1. Il nuovo Statuto della Regione
Il nuovo Statuto della Regione Toscana prevede la vita indipendente come unico obbiettivo per disabili e anziani. Inoltre il punto è previsto come “diritto da garantire” dalla legge nazionale n. 162 del 1998. Per questi, e per molti altri motivi, non c’è dubbio che si tratta di un argomento di estrema importanza.
Ma nei propri comportamenti la Regione Toscana ha voluto stracciare questo tema, così come gli altri principi, sulla “sperimentazione”. Ed ecco quello che non avremmo mai voluto dover documentare:
2. La sperimentazione imposta
La Regione Toscana ha imposto la sperimentazione all’associazione “Vita indipendente”. Su questo non deve esserci ombra di dubbio. Con il senno del poi da molti punti di vista è stato un errore non opporsi fino in fondo alla sperimentazione. Però l’unica alternativa lasciata dalla Regione sarebbe stata fare una lotta durissima. Non opponendoci alla sperimentazione è comunque servito per verificare fino in fondo che attualmente non è possibile alcun dialogo dignitoso con la Regione Toscana.
3. L’assurdità della sperimentazione
L’assistenza personale per la vita indipendente è una realtà da numerosi anni in molti Paesi occidentali. Inoltre, è stato visto poco sopra, la tutela giuridica del punto non è indifferente. Di conseguenza voler fare la sperimentazione su questa materia è come se in un “Paese delle banane” dicessero che vogliono sperimentare il sistema parlamentare, che è realtà da parecchi anni in molti Paesi. Ma questo è il livello della “Giunta Martini”.

Firenze, 21/10/2009

Al Sindaco di Firenze e p. c. alla stampa

OGGETTO: pedonalizzazione area duomo e disabili

Egregio Signor Sindaco

in relazione alle notizie che circolano sull’ipotesi di pedonalizzazione dell’area del duomo, dobbiamo rilevare la disattenzione che sembra esserci verso le esigenze fondamentali delle persone disabili.
In primo luogo, nella pubblicità che circola, si decanta la zona pedonalizzata come essere a misura di varie categorie di pedoni, ma si tace per quanto riguarda i disabili.
In secondo luogo, ci viene detto che l’area sarà interdetta anche ai veicoli elettrici. Dobbiamo supporre che questo non varrà per le carrozzine elettriche dei disabili, che sono dei veri e propri ausili tecnici assolutamente indispensabili per queste persone, e che ci saranno perciò gli spazi sufficienti per consentire l’accesso a questi veicoli. Se così non fosse, oltre ad essere una farsa tragi-comica, vi sarebbe violazione anche di numerose norme della legislazione vigente.
In terzo luogo, sembra di capire che non verrà consentito l’accesso alle autovetture al servizio delle persone disabili. Il fatto è che, per le persone veramente disabili, con a bordo il disabile stesso, l’autovettura è un ausilio vero e proprio per la vita quotidiana. Tanto è vero che, ad esempio, la legislazione vigente prevede in materia l’IVA ridotta e la detraibilità fiscale (appunto come per tutti gli ausili tecnici per disabili) nonché la rimozione forzata dei veicoli non autorizzati parcheggiati abusivamente nei posti auto per i disabili. Insomma e purtroppo, per molte persone disabili l’automobile è un ausilio essenziale della vita, e senza l’automobile queste persone vedrebbero la loro vita notevolmente menomata. In altre parole, le persone cosiddette normodotate potranno benissimo andare a piedi in tutti i luoghi situati all’interno dell’area pedonalizzata. Viceversa per molti disabili questo non sarà assolutamente possibile. E codesta amministrazione è obbligata a tener conto di questo elemento.