Contenuto principale

a cura di Raffaello Belli

 

Pubblicato con il contributo finanziario dell’Unione Europea e della Regione Toscana

Questa pubblicazione avviene nell’ambito del progetto "Modello per la costituzione di un'Agenzia per la vita indipendente".

Un particolare ringraziamento per le preziose osservazioni va al dott. Beniamino Deidda, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Prato.

Tutti i diritti sono riservati compresa la riproduzione con mezzi elettronici. E' consentito l'utilizzo di estratti, ma solo citando la fonte. Il fac-simle di domanda è utilizzabile liberamente solo nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Versione aggiornata al 2005.

Luca Pampaloni (Associazione Vita Indipendente ONLUS )

Firenze, Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, 14 dicembre 2012

In un’epoca di semplificazioni burocratiche per le imprese e per la generalità dei cittadini (e, secondo l’articolo 3 della Costituzione, le persone con handicap grave dovrebbero essere fra le prime beneficiarie di queste semplificazioni), la domanda per il contributo per la vita indipendente è formulata in modo inutilmente pesante.
Come primo esempio di ciò, va menzionato il fatto che, oltre al già inutilmente complesso formulario, è stata inserita una ulteriore domanda di più pagine e richiedente informazioni quasi tutte inutili o già in possesso dei servizi sociali. Già di per sé, questa sarebbe una vessazione se fosse effettuata nei confronti di “normali” cittadini. Se si pensa che molte delle persone che compilano questa domanda hanno grossissime difficoltà a scrivere o addirittura possono scrivere solo con l’aiuto di altre persone, l’abuso effettuato con questa complicazione è davvero mostruoso, oltre che contro tutti i principi dell’ordinamento giuridico vigente.
In questa domanda, subito dopo il predicato “chiede”, è scritto: “di poter usufruire, sulla base del progetto allegato alla presente domanda e in base alla valutazione effettuata dalla UVM competente, del contributo previsto per la vita indipendente”. Questa formulazione è inaccettabile, perché le parole “e in base alla valutazione effettuata dalla UVM competente” prefigurano un consenso del disabile alla valutazione dell’UVM che evidentemente non può essere dato a priori. Infatti, va ricordato che l’ordinamento giuridico vigente prevede sempre la possibilità per ogni cittadino di esperire vari tipi di ricorso verso gli atti della pubblica amministrazione, dando per scontato che il cittadino non debba esprimere un consenso preventivo.
Per la firma di chi è impossibilitato a firmare, questa volta bisogna andare dal pubblico ufficiale. Questa è una inutile complicazione che, dal momento che chi è in queste condizioni necessita dell’aiuto dell’assistente personale per recarsi dal pubblico ufficiale, obbliga il disabile a spreco di tempo e di denaro.

  In merito all’articolo del professor Massimo Toschi (consigliere per la disabilità del governatore della Toscana) Evitare i fondamentalismi nelle politiche per i disabili pubblicato sul quotidiano Repubblica al link
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/04/evitare-fondamentalismi-nelle-politiche-per-disabili.html?ref=search
, le Associazioni firmatarie hanno l’obbligo di far rilevare quanto segue.

  Dobbiamo prendere sul serio le scuse che ci sono state fatte a Palazzo Sagrati Strozzi (sede della Presidenza della Regione Toscana) la mattina del 19 giugno u.s. ripetutamente e in presenza a molti testimoni dal dottor Giovannini (direttore generale dell’Assessorato al diritto alla salute) in nome e per conto del Presidente Rossi e queste parole "Importantissimo l'impegno del Presidente Rossi con i disabili che avevano occupato la Presidenza" scritte da un consigliere regionale di maggioranza o quello che scrive Toschi?