Considerazioni delle/gli allieve/i sul corso "Eliminare la disabilità" Pubblicato da: Associazione Vita Indipendente ETS della Toscana Data: 15/01/2026 Categoria: Corsi e formazione Abbiamo chiesto alle allieve/allievi del corso di mettere per iscritto le loro considerazioni. Abbiamo lasciato la piena libertà di firmare o lasciare anonimo il tema. Li pubblichiamo tutti in forma anonima. Ringraziamo autrici e autori, per la qualità delle loro considerazioni e per la stima nei nostri confronti.   01 Testo Innanzitutto, la prima considerazione che ho da fare è che mi è piaciuta molto, è chi faceva il corso erano Luca e Raffaello due persone disabili. Nessun altro poteva farlo meglio. Mi hanno trasmesso tranquillità, ironia, saggezza, penso che hanno avuto una famiglia favolosa, da ciò che mi hanno raccontato, e le difficoltà che hanno incontrato sono a essere le persone che sono oggi. Le parole che sono emerse frequentemente sono rispetto, libertà, mettersi nei loro panni. Bè finalmente il nostro ego va messo da parte, oggi che ogni persona soffre di individualismo. Per questo ho scelto questo corso, voglio essere utile, e essere circondata da persone che mi danno qualcosa tanto e io voglio dare qualcosa. Sarà un percorso di crescita sicuramente per me, soprattutto di arricchimento. Grazie       02 Testo La prima cosa che ho pensato quando a Controradio ho sentito di questo corso: "Fantastico, finalmente qualcuno che si espone e gestisce, con la sua disabilità, noi aspiranti assistenti".  Mi piace soprattutto che siano loro in prima persona ad istruirci, perché nessun altro, penso, sia capace più di loro (tra l’altro persone istruite e capacissime di interagire con noi). Allora, la 1° cosa che ci avete insegnato è l'ascolto.  Io devo dire che sono una persona che "crede" di ascoltare l'altro.  Dico "crede" perché a volte quando per esempio ho fretta per un qualsiasi motivo tendo ad arrivare a soluzioni che magari non sono condivise da chi ho davanti. Ecco, qui ho imparato che questo mio comportamento non solo è sbagliato, ma può proprio travisare tutto il senso del discorso e magari anche tradursi in situazioni pericolose. L’aver poi ragionato sul discorso che l’assistenza ad un disabile è un dovere sancito dalla Costituzione è stata per me una rivelazione; penso che per molti sia naturale aiutare chi ha bisogno, anche per me lo è e non sappiamo mai se approcciarsi alla persona in difficoltà o aspettare per capire se ha bisogno di te.  A questo punto abbiamo capito che: basta chiedere!  Senza paura di ferire il disabile che ti può anche rispondere di no e a quel punto sei tu che non ti devi offendere (Raffaello addirittura non dice mai di no e non solo perché altrimenti ci rimaniamo male ma anche perché poi questa persona tenderà a non aiutare più nessuno!).  Sinceramente non mi sono, per ora 😀mai annoiata!  Mi è piaciuto anche l'entusiasmo e la passione di chi l'ha aiutato in precedenza come Serena e Paola. In ultima considerazione, ma perché non sono mai entrata nel vostro mondo ed ho sempre lavorato con persone con problemi cognitivi, non pensavo che potessi avere questa forza dentro e riuscire con questa a cambiare diverse cose nel mondo della disabilità. BRAVISSIMI!       03 Testo Ritengo questo corso molto positivo per la mia formazione. Da subito ho percepito la netta differenza tra un corso fatto da persone che vivono in prima persona questa problematica, e chi non la vive. Molte le sfumature di cosa significa Vita Indipendente non mi erano chiare. Anche mentre lavoravo nei giorni scorsi riecheggiavano nella mia mente gli insegnamenti ascoltati al corso e cambiavano i miei atteggiamenti, riprogrammavo alcuni miei comportamenti, mettendo in discussione automatismi che in un centro di 30 persone da aiutare e 2 operatori sono impossibili da evitare, ma mi chiedevo è giusto lavorare così? A senso? E sono sicuro che gli operatori sottoposti ai ritmi di un centro, ai tempi e alle mansioni diventino sempre più simili a macchine e la persona bisognosa di aiuto a merce. Questo corso dovrebbe avere la funzione di riprogrammare la percezione, tutto ciò che è automatico in una società consumistica può essere sprogrammato solo dalla presa di coscienza dal punto di vista del disabile. Libertà di volere stare in una casa disordinata è un discorso rivoluzionario!  Ma incredibilmente pieno di vita, d’indipendenza già mi vedo la faccia di un comune assistente sociale, fare un abbinamento scontato fa questi discorsi, sta vivendo un momento brutto, un disturbo psicologico, interveniamo noi, puliamo casa e della sua individualità ce ne sbattiamo, idem con vizi, abitudini o priorità ritenute non funzionali da una qualsivoglia autorità. Abitudini spesso (sigarette) svolta dalla stessa autorità. Credo che la vostra testimonianza i vostri insegnamenti siano qualcosa di unico, non si può parlare di qualcosa se non la si conosce. Il fatto importante che credo si percepisca da questo corso, non è tanto l'apprendimento di protocolli da applicare ma che il protocollo stesso è un errore perché il rapporto funzionale nasce dall'interazione fra operatori e disabile e ciò che può funzionare con uno, può rivelarsi sbagliato con altri. La cosa principale su cui mettere attenzione sono i costi.  Non si può fare Vita Indipendente con gli attuali numeri, considerati sufficienti per l’assistenza - 22 disabili 2 operatori. La lotta per la Vita Indipendente deve per forza basarsi sull’aspetto economico. Quanto costano centri, figure di operatori, educatori, animatori, OSS, Infermieri, assistenti sociali, sotto assistenti ecc..  C'è veramente bisogno di tutte queste figure?  Deve avvenire un cambio di mentalità, per non far aumentare centri su centri, che di Vita Indipendente non hanno nulla. Tutti gli argomenti esposti nel corso, ascolto, attenzione, rispetto dei tempi dell'assistito, rispetto della volontà della persona che può anche contrariare la nostra, non possono essere applicati ai centri. Vi ringrazio per questo corso.       04 Testo Sin dal principio, forse già in sede, dal questionario preliminare al corso, ho avuto l'impressione che si cercasse un'idea di mondo, che si perseguisse un'idea di mondo. Fantasticando, vedendo la relazione viva e amichevole tra "i docenti", mi sono proiettato nell'ipotesi che si stesse cercando una qualità umana, insieme alla funzione tecnica che un assistente personale debba assolvere. Quando con Deidda, stimolati dalla lettura del "modello cooperativo Stil", si riconosceva che essere soggetti e protagonisti dell'esperienza sia l'unico valore capace di testimoniarle fedelmente e fino in fondo, cioè sì riconosceva che l'unica rappresentanza valida sia quella di chi vive la situazione da rappresentare, la mia fantasia ha visto un mondo in cui l’Ass. Vita Indipendente trainasse fino ai vertici politici questa "verità", questa necessità. Questo processo democratico. Questo slancio vitale, il piacere di questa proiezione ideale alternativa, è secondo me una qualità fondamentale di questo corso. Probabilmente se si radicasse una visione di profondo rispetto per l’idea e il termine “persona”, la pratica di un buon assistente personale sarebbe il fondamento delle relazioni dell’intera comunità. Grazie a questa apertura, a questa potenza ideale, noi “allievi” stiamo sperimentando relazioni solidali anche tra di noi, riconoscendoci tra diversi.       05 Testo Ammetto che, quando ho ricevuto la foto del corso da un’amica di mia mamma, non ho avuto alcun dubbio sul frequentarlo. Ho infatti deciso subito di prendere l’appuntamento per l’iscrizione e sono andata. Una volta arrivata ho trovato Lucae uno dei suoi assistenti ad accogliermi: Luca, come ben sapete, nella sua carrozzina e il suo assistente in piedi.  Una volta entrata ho chiesto varie informazioni rivolgendomi principalmente all’assistente (che mi sottolineava di rivolgermi a Luca).  Ammetto che, con non poca fatica (non per pregiudizio, ma tanto per “buon” istinto), ho faticato un po’.  Mi sono trovata in una situazione, per me nuova, dove mi trovavo per la prima volta a comunicare con una persona con difficoltà nel linguaggio e, di conseguenza, una mia difficoltà nel capirlo. Ho pensato: “oh mamma, che figura ci faccio adesso.  Sicuramente avrà visto un po’ l’imbarazzo”.  E invece poi,non so bene con quali “meccanismi” mi sono imposta di tranquillizzarmi e mettermi in ascolto.  Mi sono concentrata per non perdermi neanche una parola. Uscita di lì, ero molto titubante all’idea di fare questo corso. Sia perché la disabilità (di qualsiasi tipo) non ha mai fatto parte né della mia vita personale, né in amicizia, né in campo lavorativo/universitario; sia perché non sapevo quante persone, e che tipologie di persone, sarebbero state presenti. Poi, almeno per me, tutto ciò che non è certo e non si conosce fa paura, desta preoccupazione. E di fronte alla “paura” è solitamente più facile “scappare” piuttosto che restare e provare.  Perché anche se si prova e poi non va bene, è stata comunque una prova e un’esperienza. Ed è proprio sulla base di quanto detto dinanzi, che ho deciso di provare comunque a partecipare. La prima lezione fu un mix di emozione e timore.  Nonostante gli argomenti trattati estremamente interessanti mi sentivo molto “piccola” e fuori contesto rispetto ai miei colleghi (anche a chi già lavora nel settore) e questo probabilmente non mi ha fatto godere a pieno e con tranquillità tutti gli aspetti e le sfumature della giornata. Questa sensazione è nettamente migliorata già dalla seconda lezione, fino ad oggi. È stato un crescendo di sicurezza e fiducia anche e soprattutto verso gli organizzatori del corso. Da ignorante in materia di disabilità, non mi aspettavo che riuscissero a tenere così bene, con capacità, competenza, e ironia, tutti questi temi e un gruppo come il nostro. Mi ha lasciato la libertà di esprimermi e di sentirmi “diversa” nell’ideologia di alcuni temi, ma senza giudizio.  La possibilità di ricredermi su qualcosa che non conoscevo e mi spaventava. Questo corso mi ha lasciato un insegnamento profondo, sia in termini di consapevolezza personale, sia quanto sia importante andare oltre l’etichetta.  Quanto sia importante l’ascolto autentico.    Mi porto a casa l’insegnamento a guardare con occhi nuovi la realtà che mi circonda, e che mi circonderà nel mondo del lavoro che tra poco mi accoglierà. La consapevolezza che l’inclusione è un processo continuo, che richiede impegno, attenzione e rispetto. Per tutto questo Grazie        06 Testo Il corso che ho intrapreso è ancora più convincente delle attese (nonostante sia ancora in svolgimento). Importante il collettivo che si sta solidizando tra relatori e allievi, dove emergono sensibilità nelle varie diversità dei partecipanti. Molto coinvolgente sia nella teoria, che nella pratica.  E poi va dato merito agli organizzatori che nonostante le molte ore compatte di frequenza, riescono ad non annoiare.  Il tutto ben strutturato nella qualità di contenuto sia degli argomenti trattati, che nell’esposizione. Non so dopo il corso che strada prenderò; ma a caldo la percezione mi dice che sarà stato utile comunque a livello umano nello scambio di idee di solidarietà costruttiva con la speranza di dare anche un piccolo contributo alla causa della disabilità.  Sicuramente arricchirà il mio pensiero sulla giusta uguaglianza, nel cammino della società e un maggiore senso esistenziale di significato, per me stesso, e per il bene comune nel suo vivere. Un grazie per questa gratuità del dono a Vita Indipendente Luca Pampaloni, Raffaello Belli, Corrado, Paola Sabatini, Breschi, Fossati, Pettini, Saverio.         07 Testo Ci sarebbero molte cose da dire per quanto riguarda lo svolgimento di questo corso e tra le tante, escludo subito critiche o qualsiasi cosa vada contrario a tutto quello che è e sarà di questo corso.  In primis non va dato per scontato il fatto che signor Luca abbia reso accessibile a tutti gli intenzionati di partecipare a queste lezioni, lezioni che parlano di vita, di normalità, di atti sani e genuini, di principi e di diritti per la quale deve toccare, interessare e far parlare ogni singolo umano su questa terra.  Mi era già capitato di assistere a situazioni in cui parlavamo di disabilità sia a scuola oppure facendo volontariato all’Associazione MAIC ma non mi era mai capitato di entrare cosi a contatto quasi sentendolo sulla mia pelle il fatto di incanalarmi o di provare soltanto a vivere mettendomi nei panni di una persona alla quale non sono abituato a vivere come tale.  È stato un tocca sana e un lavoro mentale e spirituale che dà soltanto del bene e delle energie positive. Inoltre sentendo parlare Luca e Raffaello che, ho avuto la fortuna di conoscere grazie a questo corso, mi hanno colpito in particolare per il modo in cui parlano e si comportano socialmente, con un ironia che taglia ogni pregiudizio e una naturalezza che non ti fa pensare minimamente che loro siano diversi da noi, anzi…  Io sono il caprone con solo uno stupido diploma delle superiori in mano, loro sono laureati!!!  Cosa hanno in meno di me?  Ma anche se uno non fosse laureato, cosa abbiamo di diverso l’un l’altro?  Il fatto è che siamo tutti diversi dagli altri ma per mille altri fattori che vanno oltre alla parola disabile.  Siamo tutti un po’ disabili nella propria diversità.  Almeno questo è il mio pensiero.  Spero comunque alla fine di questo corso di rivedere tutti i presenti che hanno fatto parte di queste lezioni, sicuramente sosterrò e starò vicino alla Associazione e spero di non cambiare pensiero sul fatto di voler lavorare e vivere con persone che hanno bisogno che qualcuno gli tenga o gli allunghino una mano per vivere. Concludo ringraziando tutti i miei colleghi per il rapporto estaurato in questi giorni, alla disponibilità di Saverio, Luca, Raffaello e i corrispettivi assistenti ed in fine a tutti coloro che hanno parlato e aiutato nel farci capire e imparare cose nuove a queste lezioni fatte.  Tutti insieme abbiamo creato un luogo comodo caldo e accogliente come se fosse una casa.  Grazie ancora.       08 Testo Io sottoscritto, ne sono entusiasta di questo corso perché mi sono trovato molto a mio agio, sia per come è stato spiegato, e come partecipazione di gruppo. Poi ribadisco sono una persona che nel mio piccolo ho sempre dato aiuto al prossimo, perché mi hanno cresciuto così, e questo mi gratifica molto. Poi da come mi è stato spiegato e svolto il corso, mi è piaciuto anche perché avete fatto capire molto bene le spiegazioni vostre e credo di avere capito bene il tutto e di poter(?) servire in futuro anche nella pratica, è gratificante e voglio provarci fino in fondo e desidero far parte fino in fondo dell’Associazione Vita Indipendente ETS della Toscana. Poi voglio dire che sono di tante parole. Mi sono trovato molto bene, specialmente con il lavoro di gruppo. Spero di continuare così anche in futuro con voi.       09 Testo Mi sono imbattuta su questo per caso, me l’ha consigliato una mia carissima amica, a cui avevano detto che questo era un corso diverso dagli altri.  Nella mia breve esperienza, non mi sono mai imbattuta in un corso così “EMOTIVAMENTE formativo ed equilibrato”. In un mondo veloce, fast food e dell’anima e dell’identità dove tutto corre veloce a causa del capitalismo e della falsa eccellenza, questo corso è un balsamo per il mio cuore. Sì celebra la lentezza e la cura individuale di ogni individuo che necessiti.    Spesso mi sono dovuta confrontare con strutture e datori di lavoro che non prendevano minimamente in considerazione la libertà personale, le passioni e la dignità delle persone disabili, trattandoli come barattoli e non persone. Io sono stata sempre divergente su molti aspetti, nei vari sistemi sanitari e scolastici con cui ho chiuso i rapporti per come sono strutturata e formata non mi sembrano adeguati alla cura dei vari soggetti disabili. In questo corso ho rafforzato le mie capacità di assistente, affrontando ed elaborando temi importantissimi come la libertà personale e l’abbattimento delle barriere che normalmente ho sempre abbattuto da sola anche con metodi poco ortodossi. Mi sento più forte sicura e capace di portare avanti la “mia divergenza” operativa al di fuori di un mondo che non sempre mi ha accolta con amore. Ho sempre preferito operare con il cuore senza guardare il cartellino e le ore fatte in più. Non si può pretendere di fare una buona assistenza pensando di sfruttare un piano unitario e omologato di massa, riducendo al minimo le risorse per poter far fronte all’assistenza personale di qualcuno. In questo corso ho appreso e conclamato dentro di me tutto quello che ho sempre cercato di fare da tempo, dare dignità e libertà ad ogni persona che avrà bisogno delle mie capacità e del mio operato. Credo che questo corso mi abbia cambiata profondamente e non smetterò mai di ringraziarvi per gli strumenti che mi avete fornito, per aver rafforzato la mia struttura umana e professionale. Mi avete fatto capire molte cose, tante già le avevo assimilate dentro di me, altre le ho apprese man mano. Infine grazie per tutta l’accoglienza, l’inclusione, la dolcezza e la pazienza che ognuno di voi ha avuto con me. Resto a disposizione e consiglio vivamente di organizzare una cena a fine corso. Grazie infinitamente grata.       10 Testo Quale corso? Il corso della storia? Il corso degli eventi? La confusione semantica è inevitabile, per quanto mi riguarda; perché solitamente, un corso professionale si basa sulla trasmissione di informazioni da parte di un determinato professionista, verso un gruppo di persone più o meno nutrito dal punto di vista numerico, le quali metteranno in pratica le nozioni acquisite nel campo o settore professionale del caso. Poco importa se talvolta sia anche prevista un’applicazione pratica sul campo durante lo svolgimento del suddetto corso, dato che questo renderebbe senz’altro più strutturata l’esperienza dello studente, ma non cambierebbe la natura di un corso professionale tradizionalmente inteso: si impara la teoria per praticare sul campo. Un principio piuttosto lineare. Come una linea dritta, appunto. E quindi: se rifletto sull’esperienza che sto tutt’ora vivendo qui a Scandicci con questa iniziativa di Avitoscana, ho la percezione chiara di essermi finora arricchito fruendo di un servizio variegato, vivace, ricco appunto, che ti informa soprattutto di principi e valori, di pensieri sofisticati e dubbi significativi, facendo dell’insegnamento non canonico la sua forza, è normale che faccia fatica a chiamarlo semplicemente “corso”. Evitando la sviolinata, aggiungerei che sia plausibile vederla come un’esperienza densa di significati esistenziali – parlo anche delle relazioni tra gli allievi, non solo della qualità dei relatori – dove l’argomento della disabilità sembra più che altro un pretesto. Di solito, quando qualcosa è gratis, o è scadente o il prodotto finisci per essere tu, ed escludendo in questo caso specifico la seconda ipotesi, direi che la prima è decisamente confutata; e al di là dell’ironia spicciola, non si può non riconoscere il valore di una cosa come questa, cioè il non dover affrontare una spesa per un servizio di qualità altissima. E dire che prima di iniziare i miei dubbi ce li avevo, anche se più per ignoranza che altro. Certo è che se potessi scegliere, mi piacerebbe ampliare nei contenuti un’esperienza del genere, ma non perché così congegnata non sia esaustiva, piuttosto per il piacere di vivere più a fondo l’esperienza, anche se non saprei suggerire come, ma chissà, magari qualcosa mi verrà in mente (come se me lo aveste chiesto). Ci sarebbero anche altre considerazioni da fare, ma le cose più importanti mi sembra di averle comunicate, per quelle che rimangono troverò il modo di potervele dire a voce, se vi andrà di saperlo. Per il momento, vi ringrazio.       11 Testo Prima di tutto, vorrei ringraziare gli autori ed esecutori del corso. Parto col dire di avere trovato tale esperienza illuminante ed esaustiva. Utile e pertinente alla Strada che desidero intraprendere. Questo Corso mi ha fornito la Conoscenza e gli strumenti giusti per ampliare il mio punto di vista rispetto alle dinamiche e temi che per mancanza di conoscenze e competenza, tendevo ad ignorare e tal volta evitare. Questo Corso mi ha dato modo, inoltre, di essere più consapevole di alcune realtà che prima faticavo a comprendere. Mi ha dato modo di osservare e capire le innumerevoli sfaccettature che ci sono dentro al termine “Disabile”, e di conoscere soprattutto il significato reale della parola stessa, ponendomi così a confrontarmi con me stesso e le mie incapacità, con i miei limiti e i miei impedimenti. In questo corso abbiamo toccato diverse argomentazioni che, si mi hanno fatto capire quanto sia complicata la condizione “limitata”, ma soprattutto che è ancora oggi complicato intervenire in merito. Questo perché ancora oggi, malgrado i vari progressi delle associazioni a favore della tutela e salvaguardia dei disabili, persistono infatti innumerevoli lacune burocratiche e socio-culturali che sfavoriscono l’efficienza. Questo corso, però, mi ha dato modo di vedere per fortuna persone che, nonostante la disabilità continuano a lottare e a resistere, per cambiare e riadattare norme ed interventi che dovrebbero, non solo permettere una Assistenza idonea alle proprie esigenze ma permettere soprattutto di rendere degna e meritevole la Vita, d’essere vissuta per quanto tale. Io credevo di avere le mie guerre, e che al di fuori di esse, non ci fosse null’altro. E invece non sono io a resistere in fin dei conti. Ho avuto modo inoltre di conoscere così da sfruttare al meglio gli strumenti messi a disposizione di chi, fino a poco tempo fa ha vissuto sotto ad un lampione spento. Non per mancanza di luce ed elettricità. Ma per mancanza di chi aveva la responsabilità ed il dovere di accenderla. Grazie.