Sulla Delibera 753 / 2024 della Giunta regionale della Toscana Pubblicato da: Joomla legacy Data: 02/07/2024 Categoria: Toscana Sulla Delibera 753 / 2024 della Giunta regionale della Toscana di Raffaello Belli Ho letto la nuova delibera 753 del 2024 della Regione sulla vita indipendente. In primo luogo c’è scritto che il progetto di vita lo fa l’UVMD. Questo è vergognoso in sé ed è in contrasto con il recente decreto legislativo nazionale secondo cui il disabile può fare da sé il proprio progetto di vita. Su questo punto preciso, la Regione Toscana è più reazionaria del Governo Meloni – il che è tutto dire ed è anche una pedata in faccia alla vita indipendente. Inoltre, ma forse perfino più importante, per ora, in questa delibera non c’è l’Isee. Ed è una prima importante vittoria di chi fra noi in quella riunione, con Assessora e Dirigente, si espresse con durezza contro l’Isee. Questo deve fare riflettere anche per il fatto che, nell’indicarci l’introduzione dell’Isee, o hanno bleffato, cioè ci hanno provato per vedere se ci cascavamo. Oppure hanno agito con leggerezza senza valutare la gravità di questa loro intenzione. In ogni caso, questo ci indica, con ancora maggiore chiarezza, quanto è importante fare valere con forza e senza esitazione tutte le nostre ragioni e diritti. Tuttavia non è affatto scontato che il pericolo Isee sia superato. Sia perché dal conte-sto della delibera si vede chiaramente che saranno necessarie ulteriori disposizioni appli-cative. E sia perché anche nel comunicato stampa della Regione su questa delibera c’è scritto che alcune questioni sono ancora da definire. E infine perché nell’Allegato A della delibera c’è scritto: “tenuto conto anche dei criteri di valutazione della fragilità socio-economica dei contesti di provenienza”. Quindi aspettiamoci che, in un modo o in un altro, ci riprovino con l’Isee e dobbiamo es-sere pronti a reagire in maniera adeguata. Inoltre ci sono tutta una seria di questioni ancora aperte e sulle quali ci possono fregare abbondantemente. Innanzitutto il Dirigente ci disse che tutti dovremo rifare la domanda. Potenzialmente, questo è un grosso pericolo per molti motivi. Lui disse che sarà una me-ra e semplice formalità, ma sarà vero??? Nella delibera non c’è affatto scritto che, per chi riceve già il contributo, la domanda di rinnovo sarà una mera formalità. In base a co-me si sono comportati finora è difficile credere che la domanda di rinnovo sarà una mera formalità. E, se non sarà solo una formalità, allora ognuno/a di noi rischia grosso. Come se non bastasse, nella delibera scrivono ancora di sperimentazione. Anche questo è vergognoso, sia perché l’abbiamo subita per decenni e sia perché sperimenta-zione vuol dire lasciarci sempre nell’incertezza. Insomma zero rispetto per la nostra di-gnità. Dunque, per essere molto chiaro, stando al testo della delibera, possono metterci l’isee travestito in altro modo e possono anche ridurre l’importo del contributo che ognuno di noi riceve per la vita indipendente. TUTTAVIA le delibere vanno applicate in base alla legislazione vigente. E la Legge re-gionale Toscana 66 / 2011, Art 108 – comma 6 stabilisce che: “Ai fini del presente articolo, rimangono esentati dalla valutazione ISEE le persone facenti parte dei progetti di vita indi-pendente. La Regione garantisce la continuità dei progetti di vita indipendente, revocabili solo nel caso di cessazione della condizione prevista per l’accesso al progetto.” Dunque, se riusciamo a farci valere, non dovrebbero toglierci nulla. Il problema è che vogliono umiliarci costringendoci sempre a lottare con il sangue e con i denti. Hanno stabilito il nuovo tetto a € 2.000 mensili. A chi verrà assegnato? La Regione e la delibera tacciono. Facendo una semplice divisione fra la somma stanziata e le persone a cui dicono di vo-lerla erogare, in media vengono € 960 a testa al mese, e con questa cifra media chi ha davvero gravi disabilità non può fare sicuramente vita indipendente. Va poi tenuto ben presente che dal primo stanziamento per la vita indipendente il costo dell’assistenza personale è aumentato del 50%, mentre, con il tetto di € 2.000, da allora si ha un aumento del 26,67%, cioè la metà dell’aumento del costo. Inoltre € 2.000 viene stabilito come tetto massimo, mentre per i disabili gravi il minimo per un’assistenza personale davvero per la vita indipendente è almeno € 4.000 al mese come minimo. Nella delibera non c’è poi scritto cosa intendano per “spese relative a trasporto”: anche la benzina? La manutenzione del mezzo? Nella delibera non c’è poi scritto ogni quanto dovremmo fare la rendicontazione. Il diri-gente ci disse un mese; lo rifiutammo in blocco; però non è dato di sapere che intenzioni hanno.