La Regione Toscana non mantiene gli impegni
Ormai da cinque anni, la Regione Toscana non aumenta le risorse finanziarie per la vita indipendente delle persone con disabilità gravi – ferme a nove milioni di euro all’anno. La radicale insufficienza di tale cifra è dimostrata dalle oltre duecento persone con gravi disabilità in lista di attesa per poter accedere al contributo vita indipendente e dalla sperimentata inadeguatezza degli importi erogati a coprire le reali necessità di assistenza personale dei singoli utenti. Invece, la Regione dirotta i disabili verso altre tipologie di servizi sicuramente meno rispondenti alle esigenze e ai diritti di libertà propri anche di chi ha gravi disabilità.
Quando i disabili chiedono l’aumento di tali risorse, la Regione risponde col ritornello che “a livello nazionale la Toscana è la regione che più investe sulla vita indipendente”. Si fa notare che ciò è avvenuto solo grazie alle lotte che i disabili hanno condotto nei confronti della Regione.
Si ricorda che – per i disabili gravi – la “vita indipendente” significa la concreta attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione, cioè significa poter condurre una vita in condizioni di libertà comparabili con quelle delle altre persone. L’assistenza personale ne costituisce una delle chiavi fondamentali, perché aiuta a risolvere problemi ed esigenze non risolvibili con ausili tecnici. Azioni apparentemente semplici come ad esempio alzarsi dal letto, lavarsi, vestirsi, leggere un libro, andare a godersi la natura o l’arte, prendersi un gelato, prendersi cura di persone care, per una persona con gravi disabilità, ognuna di esse può essere impossibile da farsi senza l'aiuto di assistenti personali.
Il Presidente Rossi, la Giunta regionale da lui presieduta e il Consiglio regionale della Toscana sono ben a conoscenza di tutto ciò, se non altro per gli incontri avuti in numerose occasioni con le Associazioni scriventi e i disabili interessati. Più volte, il Presidente Rossi ha riconosciuto la fondatezza delle nostre istanze e si è impegnato pubblicamente ad affrontare queste criticità. In particolare, il 30 novembre 2018, in occasione del Consiglio regionale in seduta solenne per la Festa della Toscana, Rossi aveva definito legittime le nostre richieste, aggiungendo “non lasceremo da solo nessuno, sono pronto ad incontrarvi per trovare una soluzione e non lasciare indietro nessuno”. Inoltre, a seguito delle nostre ripetute istanze, il 18 dicembre 2018, il Consiglio regionale approvò all'unanimità una mozione che impegnava la Giunta regionale a percorrere ogni strada possibile per trovare una soluzione per le oltre duecento persone disabili in lista di attesa.
Ad oggi; nessuno di tali impegni è stato mantenuto.
Con tali comportamenti omissivi, la classe dirigente della Toscana sceglie di riportare le lancette della storia indietro di oltre cinquanta anni e di costringere i disabili alla reclusione in casa o in istituto.
Associazione Vita Indipendente ONLUS
Associazione Toscana Paraplegici ONLUS
Habilia ONLUS
Associazione Paraplegici Aretini ONLUS
Associazione Vita Indipendente Bassa Val di Cecina ONLUS
Centro Studi e Documentazione sull'Handicap - Pistoia
Associazione Paraplegici Siena ONLUS
Associazione Rotelle Attive - Prato
ASHa Associazione Sportiva Handicappati ONLUS – Pisa
Associazione Sportiva Dilettantistica Disabili Firenze ONLUS