Attività

Notizie associative
PUBBLICATO DAASSOCIAZIONE VITA INDIPENDENTE ETS DELLA TOSCANA

Ribellarsi è progresso. Nuova legge regionale: non più sfratti obbligatori per disabili e anziani dall’Edilizia Residenziale Pubblica

di Raffaello Belli

 

Con la legge regionale n. 2 del 2019 la Regione Toscana stabilì lo sfratto obbligatorio dall’Edilizia Residenziale Pubblica per l’ISEE (perfino irrisorio) anche dei disabili gravi, e pure di centenari magari anche soli e malridotti.  Con il comma 7 del nuovo articolo 38 di tale legge regionale (introdotto dall’articolo 18 della legge regionale n. 36 del 2025) questi sfratti devono essere evitati.

 

Può sembrare incredibile che nella Toscana del 2019, guidata da un Partito che dice di essere Democratico, sia stata approvata una legge che imponeva tali sfratti, ma così è scritto sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, e carta canta”.  Così incredibile che poi, per esempio nel Comune di Firenze, gli esponenti dello stesso Partito che l’ha approvata in Regione, non hanno avuto il coraggio di applicare in pratica fino in fondo questa norma di legge.

PURTROPPO questo conferma almeno alcune cose terribili, fra cui:

1)   chi viene eletto (se non fermato strettamente e attivamente dal popolo) è capace di tutto. In questo caso mi riferisco al Consiglio regionale, ma la costatazione ha valore generale. Solo ad ulteriore esempio, su scala ben più ampia e immensamente più tragica, il Primo Ministro che guida il genocidio di Gaza è stato eletto dagli eredi delle vittime dei campi di sterminio, e Trump, che sarebbe stato eletto dal popolo americano, lo sostiene.

2)   La democrazia rappresentativa non è rappresentativa, e quindi non è democratica. Nel caso specifico, non ho dubbi che, se adeguatamente informata, la maggioranza assoluta della popolazione della Toscana NON sarebbe stata d’accordo con lo sfratto dall’Edilizia Residenziale Pubblica, per un ISEE nello specifico così irrisorio, anche dei disabili gravi e pure di centenari, magari anche soli e magari in pessime condizioni di salute, di persone in dialisi o con malattie serie.

3)   Con le elezioni, così come oggi sono intese e praticate senza contrastare in maniera decisiva con la Costituzione, di regola vengono eletti i peggiori. E questo è molto pericoloso per il futuro dell’Umanità.

Tale legge regionale sullo sfratto di disabili e anziani ha messo nel panico tante di queste persone.  È già grassa se queste persone riescono a vivere e, invece di sostenerle con orgoglio, la Regione, fino a 2 mesi fa, scaricava su di loro questa mazzata che uccide.  È troppo lungo riportare qui tutti i motivi per cui sfrattare un disabile grave, un novantenne, un malato grave ecc. di fatto significa uccidere, però può essere non difficile capirlo, ed era stato scritto dettagliatamente alla Giunta regionale.

Anche laddove i Sindaci, anche del Pd, non hanno avuto il coraggio di inviare al domicilio dei singoli disabili la polizia per eseguirlo, con la notifica dello sfratto i disabili sono stati trasformati da assegnatari in occupanti, e ciò ha avuto almeno 3 gravi conseguenze sui disabili stessi:

- raddoppio dell’affitto

- stare sempre con l’ansia che arrivasse la polizia a buttarli per la strada, come se non bastasse dover sopportare una grave disabilità, o una grave malattia;

- non poter fare piccole/grandi adattamenti dell’abitazione essenziali alle esigenze del disabile.

Come altre volte, telefonai - per salutarla - ad una donna con una grave disabilità (da bambini eravamo insieme nell’istituto diretto da Adriano Milani Comparetti, che attirava a Firenze scienziati e ammirazione perfino dal Giappone e dall’Australia): lei, figlia di un operaio della ex Stice e di una colf, scomparsi da tempo, e riesce a vivere da sola.  Nel sentire la sua preoccupazione per la paura che da un giorno all’altro la polizia venisse a sgomberarla, provai un profondissimo senso di pietà verso il PD, che aveva approvato questa legge e verso chiunque si dedica a quella carriera.  Mi capitò di parlarne ad una cena fra amici, a cui era presente anche un’alta funzionaria della Questura: non riporto la battuta privatissima che fece.

Siccome questa legge sugli sfratti mi riguarda anche personalmente, in primo luogo scrissi più volte al Sindaco e all’Assessora alla casa del Comune di Firenze, senza ricevere risposta.

A fine 2023, costei - Sara Funaro - divenne candidata del PD a Sindaca di Firenze. A gennaio 2024 andai alla serata di apertura della sua campagna elettorale. Ovviamente nessuno spazio per dibattito pubblico. Nella sua lunga e americana presentazione disse ripetutamente che il tema centrale era la casa. Questo mentre lei stessa aveva disposto sfratti per disabili e anziani dall’Edilizia Residenziale Pubblica. A fine serata riuscii ad incontrarla, sapeva benissimo cosa volevo e mi sottolineò che, se eletta, avrebbe risolto.

Andai in piazza dell’Isolotto alla manifestazione di chiusura della sua campagna elettorale. Andai presto per poter essere alle transenne e riuscire a parlarci. Quelli del servizio d’ordine del PD mi fecero andare con la mia carrozzina oltre le transenne, nello spazio libero fra il popolo e il palco. Mi misi da una parte. Arrivò la Funaro e, con un grandissimo sorriso di circostanza, si mise a salutare felice il popolo delle prime file. Ad un certo punto si girò un pochino e mi vide: in un secondo il suo viso diventò buissimo. Fu un secondo tragicomico, che andava ripreso per spiegare cos’è la democrazia. Ma come? Si presenta a Sindaca, in un partito relativamente forte, e si spaventa così tanto di un disabile, figlio di operai che hanno sempre votato il suo Partito e che va li solo a rivendicare un diritto fondamentale? Evidentemente avevano paura che io sollevassi pubblicamente il fatto degli sfratti dall’ERP e né lei né il suo partito sapevano cosa rispondere. In effetti avrei voluto sollevare la questione. Ma si erano premuniti da qualsiasi possibilità di dibattito con il popolo mettendo gli altoparlanti al massimo in modo che potessero parlare solo loro.

La Funaro venne subito da me, molto correttamente si accovacciò sulle ginocchia per essere all’altezza del mio viso, e stette a lungo a cercare di convincermi per la seconda volta che, se eletta, avrebbe risolto. Sul palco la aspettavano la Schlein e altri pezzi grossi, ma lei non si discostava dal cercare di convincermi.

La Funaro è stata eletta, ma, dopo circa un anno e mezzo, non ha risolto nulla.

Ma poi mi è stato fatto notare: davvero un Partito come il PD può pensare seriamente di risolvere il problema casa a Firenze infierendo su disabili, anziani, persone gravemente malate? In Regione hanno molti Consiglieri e Dirigenti molto ben pagati: possibile che nel 2019, quando approvarono la legge per questi sfratti, nessuno si sia accorto di nulla? O nessuno abbia capito?

Nel 2024 in Regione, ai margini di una riunione sulla vita indipendente, posi la questione sfratti all’Assessora regionale al sociale e alla casa Serena Spinelli. Mi disse che era stata informata dalla Funaro, che stavano preparando delle modifiche alla legge sulla casa del 2019 e ci avrebbero messo anche questa. E aggiunse: Era meglio se non ti avevo conosciuto”.

Nel frattempo, ovviamente, avevo posto la questione all’Associazione vita indipendente”.

Nella Proposta di legge n. 294, la Giunta regionale - e quindi anche l’Assessora Spinelli - riproposero pari pari lo sfratto di disabili e anziani, nonostante si fosse impegnata in senso contrario e nonostante le evidenze. Come Associazione vita indipendente chiedemmo alla 3a Commissione consiliare un’audizione che ci fu prontamente assicurata.

Sapemmo poi che era andata in Consiglio anche la Proposta di legge sulla vita indipendente per cui chiedemmo un’audizione alla 3a Commissione anche su questa.

Fummo convocati per quest’ultima audizione sulla vita indipendente. L’Associazione decise che ci andassi io in presenza.

Devo dire che sono stati molto gentili, mi hanno messo pienamente a mio agio: per la mia disabilità parlo più lentamente del normale, ma mi hanno lasciato tutto il tempo necessario senza manifestare la minima insofferenza o disattenzione per la mia lentezza. Ho spiegato loro che, per la nostra Associazione, quella Proposta di legge sarebbe diventata una legge vuota, mentre noi abbiamo bisogno e diritto soprattutto all’assistenza personale in concreto.

Al termine ho detto che non eravamo stati convocati per l’audizione sulla casa.  Il Presidente ha detto che potevo esprimermi in quella sede.  Anche su questo mi hanno lasciato tutto il tempo necessario senza manifestare la minima insofferenza o disattenzione per la mia lentezza.  Ho spiegato in dettaglio perché è inammissibile lo sfratto di disabili e anziani.

Al termine, su quello che avevo appena detto, ho consegnato copia di due mie relazioni scritte, che sono state prontamente stampate in più copie e distribuite in mia presenza a tutti i Consiglieri.

Direi che quella mattinata in Consiglio regionale è stata un bell’esempio di quella che dovrebbe essere la vera democrazia e di quanto questa è potente.

La proposta di legge della Giunta sulla vita indipendente non è andata in Consiglio: è stato un pericolo sventato per noi.

La proposta di legge sulla casa è diventata la Legge regionale n. 36 del 2025.  È stato nuovamente approvato lo sfratto per disabili e anziani come voluto nuovamente dalla Giunta regionale e dall’Assessora Spinelli.

PERO’, con questa Legge regionale n. 36, nella Legge regionale n. 2 del 2019 nell’art. 38 è stato inserito anche il seguente comma (non previsto dalla Proposta della Giunta regionale):

7. ....... Per la chiusura del procedimento, oltre alle risultanze relative ai casi previsti al comma 3 che hanno portato all’avvio del procedimento di decadenza, si tiene conto dei seguenti criteri:

a) condizioni soggettive, debitamente documentate, inerenti allo stato di salute dell’assegnatario e del suo nucleo familiare, e l’eventuale presenza di elementi di particolare disagio;

b) condizioni oggettive relative al contesto insediativo, in particolare relativamente alle possibilità anche economiche di accesso all’abitazione.

 

Va sottolineato che queste parole qui sopra non garantiscono comunque il diritto alla casa a disabili e anziani, e questo potrebbe complicare un po’ le cose agli assegnatari o occupanti che vivono nei Comuni in cui dovesse essere sciaguratamente deciso di comportarsi in maniera scorretta.  Però questo comma mi sembra avere un contenuto di civiltà e attribuisce ai Comuni un chiaro dovere di aggirare il limite della situazione economica quando necessario. Perciò c’è da augurarsi vivamente che domini l’intelligenza di rispettare pienamente sia la legalità che la dignità di chi può apparire più debole.

Già nel 2014, il mio ultimo libro VIVERE EGUALI era dedicato al fatto che l’Isee è incompatibile con il progresso sociale e sanitario.  Non è la prima volta che forziamo la Regione Toscana ad accogliere questo importante principio nella sua legislazione,

In concreto, a seguito del comma riportato qui sopra, anche quando la situazione economica della persona supera i limiti stabiliti da questa legge, prima di sfrattare, i comuni DEVONO valutare:

- lo stato di salute dell’assegnatario e ANCHE del suo nucleo familiare

- l’eventuale presenza di elementi di particolare disagio: per es. per un disabile anziano solo, che vive da decenni in un’abitazione, per tanti motivi fra cui gli aiuti del vicinato ecc., un trasloco vuol dire un trauma molto più grande che per un disabile giovane, magari con famiglia;

- condizioni oggettive del contesto insediativo: devono essere oggettive, ma possono essere ampie: questo può tutelare non poche situazioni, ovvero la situazione deve essere valutata in tutta la sua complessità;

- in particolare relativamente alle possibilità anche economiche di accesso all’abitazione: questo vuol dire che, prima di sfrattare una persona disabile, è particolarmente importante che il Comune consideri quanto può essere difficile per quella persona disabile trovare una casa accessibile. E viene specificato che questo il Comune lo deve considerare sotto ben tre aspetti

- quanto è materialmente difficile per quel disabile trovare un’abitazione accessibile e vivibile, per esempio: chi può aiutare quella persona disabile ad andare a vedere tantissime abitazioni per trovarne una accessibile?

- di solito le abitazioni più accessibili sono quelle nuove, che costano molto di più: è ragionevole ritenere che quel disabile possa affrontare quella spesa?

- anche nelle abitazioni accessibili sono necessari degli adattamenti al singolo disabile: quanto sono complicati? Quanto costano?

 

È perciò necessario che tutte le persone disabili, o anziane, o con altri e precisi grossi problemi, a cui lo sfratto dall’ERP è stato notificato, ma sono rimaste ancora nell’abitazione ERP, si rivolgano ad un avvocato affinché ottenga dal Comune che vengano rimesse come assegnatarie degli alloggi, e non più come occupanti.

In teoria può essere anche la persona stessa a scrivere al Sindaco senza farsi aiutare da un avvocato, che quindi va pagato, ma può essere alto il rischio di sbagliare qualcosa e/o di non essere presi in considerazione.

Per chi ha ricevuto lo sfratto dall’ERP e ha già cambiato casa, purtroppo non c’è niente da fare, neppure se ha una disabilità cosiddetta gravissima.

 

In definitiva è una norma con vari contenuti molto importanti, che una Regione civile avrebbe dovuto stabilire in partenza di propria iniziativa per vari motivi essenziali.  Certo, diranno: Alla fine abbiamo ascoltato”. Ma quanto mi è costato il calvario per arrivare a tutto questo? E quante sofferenze, umiliazioni, ansie, spese è costato ai disabili che hanno ricevuto tali sfratti? E chi se ne frega!”, penseranno colà ove si puote”. E se non c’era l’Associazione vita indipendente”? Magari!”, penseranno ancora colà ove si puote”.