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Presentazione

Protesta alla Regione

Manifestazione organizzata davanti alla Regione il 27 ottobre del 2015

Manifestazione organizzata davanti alla Regione il 27 ottobre del 2015


Protesta alla Regione

Durante la manifestazione alcuni manifestanti si sono sdraiati davanti al portone

Durante la manifestazione alcuni manifestanti si sono sdraiati davanti al portone


Protesta alla Regione

Un manifestante bussa alla porta della giunta regionale

Un manifestante bussa alla porta della giunta regionale


Protesta alla Regione

Manifestanti sul marciapiede davanti alla Regione

Manifestanti sul marciapiede davanti alla Regione


Protesta alla Regione

I manifestanti parlano con l'assessore regionale alla sanità

I manifestanti parlano con l'assessore regionale alla sanità


Manifestazione del 27 ottobre 2015

Gruppo di manifestanti davanti alla sede della regione

Gruppo di manifestanti davanti alla sede della regione


Manifestazione del 27 ottobre 2015

Gruppo di manifestanti davanti alla sede della regione

Gruppo di manifestanti davanti alla sede della regione


  In merito a quanto riportato negli articoli pubblicati a questi link:

http://www.gonews.it/2016/09/16/firenze-convegno-sulla-disabilita-contestazione-di-vita-indipendente-in-plenaria/

http://www.superando.it/2016/09/19/costruttivi-e-responsabili-solo-cosi-si-ottengono-risultati/

http://m.huffpost.com/it/entry/12080954

si fa presente quanto segue.

  Per i disabili gravi, "vita indipendente" significa possibilità di esercitare in concreto le libertà inviolabili che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini e non possono essere oggetto di mediazione da parte di leaders delle associazioni.  E tutti gli esperti riconoscono che la "vita indipendente" è il tema portante della Convenzione ONU sui disabili.

  Tant'è vero che, nel suo messaggio alla conferenza nazionale (http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=2067), il Presidente della Repubblica come primo punto ha affermato: "La vita indipendente di ogni cittadino è infatti il presupposto dell'inclusione sociale e del pieno esercizio dei suoi diritti".  Nonostante ciò, gli organizzatori della conferenza hanno imposto di non parlare della vita indipendente nella sessione plenaria.  E nella sessione dedicata a questo è stato tentato di tutto per far parlare i disabili solo dopo le ore 18, quando ormai non c'è più quasi nessuno, quasi da non credere.  Quindi, non abbiamo interrotto proprio nulla.  Viceversa, la nostra protesta è stata l'unico modo possibile per ottenere che chi dirigeva agisse in maniera corretta.

  Tale protesta ha visto la partecipazione anche di persone disabili provenienti da altre regioni d'Italia e socie di Enil Italia, che hanno anche dato voce a quei molti disabili gravi che non potevano essere presenti tra l'altro anche per mancanza di assistenza personale.

  Nel volantino distribuito all'ingresso delle conferenze – sottoscritto da otto associazioni, e non da una sola –, non era affatto scritto che le risorse per la vita indipendente vadano trovate a discapito di altre forme di assistenza per i disabili.  Quindi, non siamo certo noi a contrapporci ad altri disabili gravi.  E chi scatena tale contrapposizione lo scrive solo per essere nelle grazie di chi governa.

  Le nostre associazioni non si sono mai arrogate il diritto di rappresentare tutto il mondo della disabilità.  Il fatto è che quel poco che i disabili gravi hanno sulla vita indipendente, ma anche su altre cose, è stato sempre frutto di lotte e proteste portate avanti dai disabili gravi in prima persona.

  In un regime democratico, le conferenze sulla disabilità sarebbero state occasione di ascolto da parte delle istituzioni dei problemi e delle esigenze dei cittadini disabili.  Invece, le conferenze di Firenze sono state organizzate in modo tale che ci fossero pochissimi disabili. Insomma come se una conferenza sulle donne fosse fatta quasi solo da uomini!!!   Ovvero, noi disabili veniamo considerati inferiori proprio alla Conferenza sulla disabilità.

  L'accusa di "egoismo" e "corporativismo" nei nostri confronti non sta proprio in piedi.  Infatti, rivendichiamo "per tutti i disabili gravi" il diritto alla vita indipendente, come dimostra la nostra proposta di legge regionale.  Terribile è che in Italia migliaia di disabili gravi sono alla disperazione perché ancora non percepiscono neppure il misero contributo per la vita indipendente.  Quanto al "corporativismo", da oltre 30 anni questa accusa viene lanciata a tutti i gruppi e le organizzazioni che esprimono il radicale dissenso dai troppo frequenti compromessi al ribasso che le grosse organizzazioni concludono col Governo.

  Tornando all'argomento dell'insufficienza del finanziamento per l'assistenza personale per la vita indipendente, lascia interdetti che l'onorevole Argentin scriva "I 10 facinorosi che venivano da un'associazione della Toscana rivendicavano più fondi sull'assistenza per la "vita indipendente" cioè più soldi per gestire e pagare autonomamente i loro badanti". Sul termine "facinorosi", riteniamo inutile replicare.  L'utilizzo del termine "badanti", invece di "assistenti personali", denota che l'onorevole Argentin interviene sulla vita indipendente senza saperne nulla; e offende tutti gli assistenti personali e i disabili che tutti i giorni si impegnano tantissimo per la piena inclusione sociale.

  Nella conferenza di Firenze, negandoci spudoratamente la possibilità di parlare nei momenti cruciali, il Governo creava dei muri fra noi e la Repubblica tradendo la Costituzione, la Convenzione Onu sui disabili e molto altro.  Con la nostra pretesa di essere ascoltati come protagonisti della Conferenza sulla disabilità abbiamo chiesto ponti fra noi e la Repubblica.  E abbiamo imposto ai potenti di ascoltare coloro che vengono trattati da ultimi.